Scuola: senza il papà si impara di meno

Scuola: senza il papà si impara di meno

di Antonello Vanni, da http://www.ilsussidiario.net, 13 settembre 2013

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Comincia la scuola, e un nuovo impegno si profila per alunni, insegnanti e famiglie che, ognuno secondo il proprio ruolo, cercano di fare il meglio in un cammino educativo piuttosto faticoso. È bene però cercare, in modo propositivo e fiducioso, risorse sempre nuove per superare gli ostacoli inevitabili del nuovo anno scolastico. Forse non è noto, però la figura paterna è una delle risorse più efficaci, ma meno utilizzate, nell’ambito pedagogico. Lo dimostrano i risultati di numerosi studi e statistiche confermate da decenni di ricerca: se il padre è presente e attento al percorso scolastico dei figli, questi ultimi sviluppano maggiori capacità di comprensione, attenzione e apprendimento; usufruiscono di migliori competenze verbali, logiche e matematiche; presentano minori disturbi di comportamento e di relazione; hanno più serene capacità di socializzazione; non sono implicati in situazioni di devianza o bullismo; cadono di meno nella dipendenza da alcol e droghe; ottengono punteggi più alti nei test e nelle verifiche; ottengono più elevati livelli accademici; raggiungono posizioni più gratificanti nell’ambito lavorativo… senza considerare cosa significa questa positività nell’intero progetto di vita di una persona che cresce (cfr. tra gli altri Fatherhood Institute research summary: Fathers’ impact on their children’s learning and achievement, 2013, http://www.fatherhoodinstitute.org/2013/fatherhood-institute-research-summary-fathers-and-their-childrens-education/ ).

Di fronte a risultati tanto significativi allora la domanda è: chi e come può valorizzare questa “risorsa padre”? Da un lato, e prima di tutto, sono i padri che, consapevoli del loro prezioso ruolo, devono valorizzarsi su questo fronte, e mettersi in gioco con una presenza attenta alla vita scolastica dei figli, all’adempimento dei loro doveri, nell’alimentare le motivazioni all’apprendimento, partecipando con frequenza e approfondimento al dialogo proposto dalla Scuola. Dall’altro però tocca anche alla Scuola prendere coscienza dell’importanza di questa “risorsa”, accantonando i pregiudizi spesso ingiusti sull’assenza paterna nella vita dei figli, coinvolgendo anzi i padri motivandoli. Ad esempio organizzando modalità di incontro con forme di comunicazione, spazi e tempi adeguati, che facilitino la presenza nella scuola dei padri, spesso impossibilitati alla partecipazione per motivi di lavoro.

Proprio per sensibilizzare le famiglie e il mondo scolastico su questo tema, la “Lista per il padre” (https://listaperilpadre.wordpress.com/ ) ha lanciato la campagna “Padri: da settembre siate presenti nella vita scolastica dei vostri figli: quando i padri sono presenti nella vita scolastica dei figli i buoni risultati aumentano mentre le difficoltà e i problemi diminuiscono”, con un volantino dedicato scaricabile liberamente in https://listaperilpadre.wordpress.com/2013/09/04/padri-da-settembre-siate-presenti-nella-vita-scolastica-dei-vostri-figli-nuovo-opuscolo/ L’auspicio è quello di poter veder crescere i nostri figli con serenità, in un proficuo percorso di maturazione personale, anche grazie alla risorsa a cui forse la nostra società, le famiglie e la comunità scolastica, hanno fino ad ora pensato di meno: il padre appunto.

One Response to Scuola: senza il papà si impara di meno

  1. armando says:

    I padri prima di tutto e poi la scuola. Molto giusto e importante quello che è scritto in questo articolo. Personalmente ho l’impressione, però, che se i padri non “impongono” in qualche modo la loro presenza, questa scuola femminilizzata e impregnata di luoghi comuni, da sola non riuscirà a percepire l’importanza del padre. Non perchè ci sia una volontà precisa di escludere i padri, ma perchè la figura del padre è culturalmente sbiadita e la sua importanza non viene socialmente percepita. Basti vedere come il padre viene considerato dalla politica e dai media. C’è forse qualche politico che se ne occupa davvero, che avanza qualche proposta, che mette la questione nella sua agenda? C’è una qualche trasmissione di largo ascolto che tratta la questione? A me non risulta, mentre un giorno si e l’altro anche ascoltiamo la propaganda sui così detti matrimoni gay, omofobia e quant’altro e nella vicina Francia è diventato un reato l’espressione delle proprie idee in merito. Voglio dire che c’è una montagna da scalare, sapendo che esiste chi vuole impedirlo. Eppure non c’è altra strada che quella indicata nell’articolo. Un’opera certosina di sensibilizzazione verso i padri ed anche verso quegli uomini che padri non sono, ed anche verso quelle donne, ce ne sono, che hanno compreso l’importanza èaterna per i figli (ed anche per se stesse), che potrebbero diventare un alleato prezioso.
    armando

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